Sono arrivata a Phuket con nient’altro che uno zaino e il sogno di un’isola paradisiaca. Nel corso di tre settimane ho girato da un’isola all’altra nel sud della Thailandia, scoprendo spiagge nascoste e un’ospitalità genuina.
Partendo da Phuket, ho noleggiato uno scooter per soli 200 baht al giorno e ho esplorato luoghi al di là delle spiagge turistiche. Kata e Karon offrivano il mix perfetto tra viaggiatori e autentica cultura thailandese.
Le isole Phi Phi erano mozzafiato: scogliere calcaree che si ergevano da acque turchesi. Ho fatto snorkeling a Monkey Beach e ho osservato delle vere scimmie che si contendevano gli snack. Consiglio da esperto: prendete la barca delle 7 del mattino per evitare la folla dei turisti giornalieri.
Ma la vera magia è stata la spiaggia di Railay a Krabi. Quattro giorni di lezioni di arrampicata su roccia mi hanno insegnato a vedere queste pareti calcaree con occhi diversi. Ammirare il tramonto da 200 metri sopra l’acqua turchese rimane un’esperienza indimenticabile.
Koh Lanta è diventata la mia preferita: l’isola dove il tempo si ferma. Mi sono unita a una famiglia del posto per un corso di cucina, ho imparato a preparare l’autentico pad thai e ho trascorso giorni semplicemente godendomi spiagge perfette.
Spesa totale: solo per 21 giorni. Ma i legami creati e i ricordi vissuti? Quelli non hanno prezzo. La Thailandia mi ha insegnato che le migliori esperienze di viaggio nascono dall’accettare l’imprevedibile e dal chiacchierare con la gente del posto. L’espressione “mai pen rai” (non importa) non è solo un’espressione gergale: è una filosofia secondo cui alla fine tutto si risolve per il meglio.






